CONSONNO – La Città fantasma

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COME RAGGIUNGERE CONSONNO

Consonno è una frazione di Olginate, in provincia di Lecco, in buona parte di proprietà privata. Le strade comunali sono percorribili a piedi, mentre sono chiuse all’accesso di autovetture tramite due stanghe, poste una all’inizio della strada che sale da Olginate e l’altra lungo la strada che sale da Villa Vergano. La stanga che apre la strada per l’accesso diretto da Olginate viene aperta: in autunno-inverno, ogni domenica dalle 11.00 alle 12.00, per consentire il raggiungimento del Cimitero e della Chiesa di San Maurizio, dove si celebrano tuttora le funzioni religiosi; in primavera-estate ogni domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00, orario di apertura del “Bar De La Spinada” (aperto nell’ex tavola calda). La città è quindi accessibile in auto in qualunque giorno dell’anno solo dalla strada che sale da Villa Vergano, dove la stanga è collocata a circa un chilometro dal paese. Noi abbiamo optato proprio per quest’ultima.


NOTIZIE STORICHE

L’anno di fondazione è incerto, ma si pensa che questa zona sulle colline della Brianza fosse già abitata da prima dell’XI secolo, dato il ritrovamento di resti di epoca romana. Le prime notizie storiche di Consonno risalgono al 1085, mentre è del 1162 il documento che sanciva il passaggio della proprietà all’Abazia benedettina di San Pietro al Monte di Civate. In questo periodo è già presente la Chiesa dedicata a San Maurizio, risalente al Trecento.

Le tasse e i tributi troppo esosi del monastero, spinsero gli abitanti ad allontanarsene per giurare fedeltà a Filippo Maria Visconti, divenendo così parte del Ducato di Milano. Nel 1538 Giovanni D’Agostino D’Adda acquistò i feudi, dando inizio ad una dinastia che governerà la zona fino al 1671 circa, anno in cui il villaggio tornò sotto la tutela del monastero di Civate. Nel 1798 Consonno divenne Comune e nel 1928 fu accorpato a quello di Olginate. All’epoca la sua economia era perlopiù agricola e il paese si configurava come un gruppo di case, cascine, stalle e una piccola chiesa circondati da campi, prati e boschi.

Negli anni Sessanta, nel pieno di quello che in Italia viene definito boom economico, il borgo subì uno svuotamento di abitanti che si trasferirono nelle città per cercare un impiego nelle industrie emergenti. È proprio in questo scenario che fece il suo ingresso il personaggio che cambierà per sempre il destino del paese: il Grande Ufficiale Mario Bagno, Conte di Valle dell’Olmo. Si tratta di un imprenditore la cui impresa edile, l’Impresa Bagno S.p.a., era impegnata ed attiva nella realizzazione di infrastrutture in tutta Italia. Il Conte aveva un sogno: spinto dall’immaginario del mito americano, che in quegli anni incantava le generazioni attraverso il cinema e Las Vegas, voleva realizzare un luogo per il divertimento, con ristoranti, piste da ballo, negozi, campi da gioco e locali dove invitare le grandi star dell’epoca. Nel 1962 un atto notarile tra Bagno e l’immobiliare Consonno Brianza, all’epoca proprietaria delle terre, sancì il passaggio di proprietà dell’intero borgo e delle terre circostanti. Il Conte inizialmente, per migliorare la condizione isolata del borgo e velocizzare i collegamenti con i paesi limitrofi, propose la realizzazione di una nuova strada all’Amministrazione, progetto che fu accettato di buon grado anche dagli abitanti. Nessuno pensava ovviamente che il Conte volesse trasformare le caratteristiche agricole di Consonno. Senza nessun preavviso dell’imminente disastro, Bagno iniziò la distruzione del borgo e delle colline che circondavano e proteggevano il villaggio, davanti agli occhi degli abitanti increduli e spaventati. Unici testimoni del passato erano la chiesa di San Maurizio, l’annessa Canonica e il cimitero. Nel 1966 le continue piogge non perdonarono l’intervento distruttivo del Conte ed il conseguente cambiamento dell’equilibrio idrogeologico della zona, favorendo lo slittamento verso valle di fango e pietrisco, cosa che si ripeterà l’anno successivo. Scattarono così denunce e numerose iniziative di protesta contro quanto stava accadendo in quest’area.

Nonostante tutto, tra gli anni Sessanta e Settanta, Consonno rinasce. I lavori non seguono un progetto specifico, la “Città dei Balocchi” nasce dall’improvvisazione del Conte. Le semplici abitazioni rurali vengono sostituite da un albergo (Grand Hotel Plaza), sfingi egizie, cannoni per installazioni scenografiche, pagode in stile cinese, un finto castello all’ingresso e un centro commerciale in stile arabeggiante con un minareto che svetta tra le colline.


La fama e la fortuna della Las Vegas brianzola resistono per circa una decina d’anni, fino al 1976, anno che sancisce la seconda morte di Consonno: una frana, infatti, blocca la strada per Olginate, impedendo il raggiungimento della frazione. Inizia così il suo declino e la sua trasformazione in Città fantasma. Bagno tentò però un rilancio negli anni Ottanta, instaurandovi una casa di riposo, trasferita poi nel 2007. Nello stesso anno in paese fu organizzato abusivamente un rave-party (Summer Alliance) decisiva per il destino di Consonno. Tra concerti e divertimenti vari l’ex casa di riposo fu distrutta e gli altri edifici rimasti danneggiati da atti vandalici.
Nel giugno del 2007 nasce l’Associazione Amici di Consonno, fondata da ex abitanti e dai loro figli, allo scopo di tutelare e far rivivere il borgo tramite l’organizzazione di eventi e di manifestazioni.
Attualmente in paese vi è residente solo Ferruccio Panzeri, che vive nella vecchia canonica.


CURIOSITA’

Consonno, negli anni Sessanta, ospitava anche un salone delle feste dove si poteva assistere a concerti di personaggi famosi della musica italiana, quali Mina, Milva, i Dik Dik ecc., e di personaggi televisivi come Pippo Baudo. Nonostante l’abbandono, Consonno fu ancora in grado di attirare numerose persone tant’è che, alla fine degli anni Novanta, Davide Ferrario, regista di successo, vi girò alcune scene di un suo film, uscito nelle sale cinematografiche nel 1998 con il titolo “Figli di Annibale”, che vedeva come protagonisti Diego Abatantuono, Silvio Orlandi, Flavio Insinna, Valentina Cervi e Ugo Conti.


CONSONNO OGGI (qualche consiglio)

Raggiungere Consonno, come abbiamo visto, non è così semplice. La città è isolata, lontana dal nucleo urbanizzato di Olginate, perciò non la si può incontrare per caso, bisogna volerla trovare.

“Violentata, rovinata, resa malinconica. Eppure sempre amata, mai dimenticata”

Questa frase esprime appieno l’essenza della città: essa, infatti, attrae la curiosità di famiglie, bambini e ragazzi che la frequentano durante i fine settimana ripopolandola a modo proprio, chi per una semplice passeggiata tra gli ambienti abbandonati, chi per un’escursione in bicicletta o in moto, chi per realizzare scatti o video amatoriali. Nonostante il fascino indiscusso di questa location vi consigliamo di prestare attenzione: gli edifici rimasti sono fatiscenti, pericolanti, a rischio crollo e per questo recintati in modo provvisorio, con segnali di pericoli, per avvisare della scarsa sicurezza chi vuole varcare la soglia.


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